Dal 30 ottobre 2026 entrano in vigore importanti modifiche ai Livelli Essenziali di Assistenza. Il DPCM 7 agosto 2026 aggiorna prestazioni di specialistica ambulatoriale, genetica molecolare, screening oncologici e neonatali, assistenza protesica, esenzioni per patologie croniche e prestazioni in gravidanza. Per laboratori, poliambulatori e strutture sanitarie è il momento di verificare cataloghi, regole di appropriatezza, esenzioni e procedure di rendicontazione.
Il 30 settembre 2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 il DPCM 7 agosto 2026, recante modifiche e integrazioni al DPCM 12 gennaio 2017 sui Livelli Essenziali di Assistenza.
Il provvedimento entrerà in vigore il 30 ottobre 2026, vale a dire il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Non si tratta di un aggiornamento meramente formale.
Il nuovo DPCM interviene su diversi ambiti che hanno un impatto diretto sull’operatività delle strutture sanitarie: specialistica ambulatoriale, genetica e diagnostica molecolare, screening oncologici, screening neonatali, assistenza protesica, malattie croniche e invalidanti, esenzioni e prestazioni per la gravidanza fisiologica.
Per poliambulatori, laboratori di analisi, centri diagnostici e strutture ospedaliere il tema principale è quindi operativo: cosa bisogna controllare prima del 30 ottobre?
Cosa sono i LEA e perché questo aggiornamento è importante
I Livelli Essenziali di Assistenza rappresentano l’insieme delle prestazioni e dei servizi che il Servizio sanitario nazionale deve garantire ai cittadini gratuitamente oppure con partecipazione alla spesa, quando prevista.
Il quadro di riferimento rimane il DPCM 12 gennaio 2017, ma il nuovo provvedimento modifica diversi suoi allegati e introduce nuove prestazioni, nuove condizioni di erogabilità e aggiornamenti alle regole di appropriatezza.
La rilevanza per le strutture private accreditate è evidente.
Quando cambia un nomenclatore o viene modificata una condizione di erogabilità, non cambia soltanto l’elenco teorico delle prestazioni offerte dal SSN: possono cambiare anche prescrizione, accettazione, verifica delle esenzioni, appropriatezza, rendicontazione e controlli successivi.
Un catalogo non aggiornato oppure una regola di appropriatezza applicata in modo errato può quindi produrre conseguenze amministrative ed economiche.
Specialistica ambulatoriale: nuove prestazioni e nuove regole
Uno dei capitoli più importanti del DPCM riguarda proprio l’assistenza specialistica ambulatoriale.
Il provvedimento modifica il nomenclatore delle prestazioni e l’elenco delle condizioni di erogabilità e delle indicazioni di appropriatezza prescrittiva.
Gli aggiornamenti riguardano in particolare:
- inserimento di nuove prestazioni;
- modifica di prestazioni già presenti;
- aggiornamenti relativi alle prestazioni di genetica molecolare;
- nuove condizioni di erogabilità;
- nuove indicazioni di appropriatezza;
- modifica di condizioni già esistenti.
Questo è probabilmente uno dei punti con maggiore impatto sui sistemi informativi delle strutture sanitarie.
Non sarà sufficiente verificare se una determinata prestazione sia presente o meno nel catalogo.
Per ogni elemento interessato sarà necessario controllare anche codice, descrizione, condizioni di erogabilità, eventuali note di appropriatezza, associazioni, incompatibilità e modalità di prescrizione.
Per i software gestionali significa quindi evitare aggiornamenti effettuati soltanto a livello descrittivo.
La corretta gestione del nuovo nomenclatore richiede una lettura puntuale degli allegati e una verifica tecnica delle regole applicate dal sistema.
Genetica molecolare e oncologia: cresce il livello di dettaglio
Il DPCM dedica particolare attenzione alla genetica molecolare.
Il provvedimento aggiorna le indicazioni relative alle patologie per le quali è prevista l’esecuzione di prestazioni di genetica molecolare su materiale bioptico, a seguito delle necessarie indagini istologiche, morfologiche e delle valutazioni cliniche previste.
Tra le novità complessive trovano spazio prestazioni e pannelli di diagnostica molecolare con particolare rilevanza in ambito oncologico.
Per laboratori e strutture di anatomia patologica questo significa che la verifica non può limitarsi all’anagrafica delle prestazioni.
Occorre valutare se il gestionale sia in grado di gestire correttamente:
- indicazioni cliniche;
- patologia associata;
- condizioni di erogabilità;
- regole di appropriatezza;
- eventuali vincoli previsti per l’accesso alla prestazione.
Screening oncologici: attenzione al rischio eredo-familiare
Il nuovo DPCM amplia anche il capitolo della prevenzione oncologica.
Tra gli interventi di maggiore interesse rientra il rafforzamento dei percorsi di screening e sorveglianza dei soggetti a rischio eredo-familiare per tumore della mammella e dell’ovaio.
In questo ambito assumono particolare rilievo le analisi genetiche relative ai geni BRCA1 e BRCA2 e i successivi percorsi di sorveglianza previsti per i soggetti che presentano specifiche condizioni di rischio.
La novità ha quindi un impatto potenziale non soltanto sui laboratori di genetica, ma anche sui sistemi CUP, sulle agende, sui percorsi clinici e sulla gestione delle prestazioni collegate ai programmi di prevenzione.
Si ampliano gli screening neonatali
Un’altra modifica significativa riguarda i punti nascita e i programmi di screening neonatale.
Il nuovo quadro amplia infatti le condizioni comprese nei programmi di screening neonatale esteso.
Tra le patologie interessate rientrano, secondo gli allegati del provvedimento:
- immunodeficienze combinate gravi;
- iperplasia surrenalica congenita;
- mucopolisaccaridosi di tipo I;
- adrenoleucodistrofia legata all’X;
- malattia di Fabry;
- malattia di Gaucher;
- malattia di Pompe.
L’estensione dello screening può avere conseguenze operative sui punti nascita, sui laboratori e sui sistemi informativi utilizzati per registrare gli esami effettuati, i risultati e gli eventuali percorsi successivi di presa in carico.
NIPT e prestazioni in gravidanza
Il DPCM aggiorna anche l’elenco delle prestazioni specialistiche per il controllo della gravidanza fisiologica escluse dalla partecipazione al costo.
Tra gli elementi di maggiore interesse rientra il test prenatale non invasivo, NIPT, nelle condizioni individuate dal nuovo quadro LEA.
Anche in questo caso non si tratta semplicemente di aggiungere una nuova prestazione al catalogo.
Occorre gestire correttamente:
- la condizione clinica di accesso;
- il percorso prescrittivo;
- l’eventuale esenzione dalla partecipazione al costo;
- la corretta associazione con il percorso della gravidanza.
Cambiano anche le esenzioni per malattie croniche e invalidanti
Un altro capitolo molto importante per front office e accettazione riguarda le esenzioni.
Il DPCM modifica l’elenco delle malattie e condizioni croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo.
L’aggiornamento comprende:
- introduzione di nuove malattie o condizioni esenti;
- modifica delle tabelle di corrispondenza;
- inserimento delle prestazioni esenti associate alle nuove condizioni;
- integrazione degli elenchi di prestazioni per patologie già esenti;
- eliminazione di alcune prestazioni dagli elenchi relativi a patologie già presenti.
Questo punto merita particolare attenzione.
Nei sistemi di accettazione sanitaria l’esenzione non può essere gestita soltanto come un codice associato al paziente.
Bisogna verificare la relazione tra esenzione, patologia, prestazione richiesta e condizioni previste dal nomenclatore.
Una configurazione non aggiornata può generare due errori opposti: applicare un ticket quando la prestazione dovrebbe essere esente oppure considerare esente una prestazione che non rientra più tra quelle previste.
Assistenza protesica: nuovi ausili
L’aggiornamento interessa anche l’assistenza protesica.
Il provvedimento modifica gli elenchi degli ausili su misura e degli ausili di serie, introducendo aggiornamenti che dovranno essere verificati puntualmente dagli operatori e dai fornitori interessati.
Per aziende fornitrici, servizi protesici e strutture che gestiscono prescrizioni e autorizzazioni sarà necessario verificare:
- anagrafiche degli ausili;
- codici;
- descrizioni;
- condizioni di accesso;
- eventuali modalità autorizzative regionali;
- procedure amministrative associate.
Particolare attenzione dovrà essere dedicata anche alle indicazioni regionali, poiché l’operatività concreta continua a interagire con procedure e modalità organizzative definite a livello territoriale.
La data da ricordare è il 30 ottobre 2026
Il DPCM è stato pubblicato il 30 settembre 2026 ed entrerà in vigore il 30 ottobre 2026.
Per le strutture sanitarie questo lascia una finestra relativamente breve per prepararsi.
Il lavoro dovrebbe essere suddiviso in due livelli.
Il primo riguarda il quadro nazionale, quindi l’analisi puntuale degli allegati del DPCM e l’identificazione delle prestazioni, delle esenzioni e delle condizioni modificate.
Il secondo riguarda invece l’attuazione regionale.
Le strutture private accreditate dovranno infatti verificare eventuali circolari, provvedimenti, aggiornamenti dei cataloghi regionali, disposizioni sui flussi e istruzioni operative emanate dalla propria Regione o dalle aziende sanitarie competenti.
Per le strutture operanti in Campania sarà quindi particolarmente importante monitorare gli eventuali provvedimenti regionali e gli aggiornamenti dei sistemi utilizzati per prescrizione, accettazione e rendicontazione.
Cosa dovrebbero controllare ambulatori e laboratori prima del 30 ottobre
Una prima verifica organizzativa dovrebbe riguardare almeno cinque aree.
1. Catalogo delle prestazioni
Occorre confrontare il catalogo presente nel gestionale con i nuovi allegati e individuare le prestazioni:
- nuove;
- modificate;
- eliminate o sostituite;
- soggette a nuove condizioni;
- associate a nuove note di appropriatezza.
2. Appropriatezza ed erogabilità
Per ogni prestazione interessata bisogna verificare le condizioni che ne consentono l’erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale.
Particolare attenzione deve essere posta alle prestazioni di diagnostica, genetica molecolare, oncologia e ai nuovi percorsi previsti dagli screening.
3. Esenzioni
Devono essere aggiornate le relazioni tra codice di esenzione, patologia e prestazioni correlate.
4. Accettazione e prescrizione
Il personale di front office deve poter riconoscere correttamente le nuove casistiche, evitando blocchi impropri o accettazioni non coerenti con le condizioni di erogabilità.
5. Rendicontazione
Infine occorre verificare che quanto accettato ed erogato venga correttamente trasferito nei flussi amministrativi e informativi richiesti dalla Regione.
Quale impatto per i software gestionali sanitari
L’aggiornamento dei LEA rappresenta un esempio evidente di quanto un software sanitario non possa limitarsi a contenere un semplice elenco di prestazioni.
Per sistemi come Sileno Medical Suite, l’analisi dovrà concentrarsi almeno su:
- cataloghi e nomenclatori;
- codici delle prestazioni;
- associazione alle branche specialistiche;
- condizioni di erogabilità;
- regole di appropriatezza;
- eventuali incompatibilità;
- gestione delle esenzioni;
- percorsi di screening;
- regole di accettazione;
- rendicontazione;
- flussi regionali.
L’impatto effettivo potrà essere determinato soltanto attraverso una verifica puntuale degli allegati del DPCM e delle successive disposizioni regionali.
Non è quindi corretto presumere che un sistema sia automaticamente allineato ai nuovi LEA soltanto perché utilizza un nomenclatore nazionale aggiornabile.
Checklist operativa per le strutture sanitarie
Da qui al 30 ottobre, un percorso prudente può essere articolato in quattro fasi.
Analisi normativa
Identificare tutte le modifiche che interessano le attività effettivamente erogate dalla struttura.
Analisi informatica
Confrontare le nuove disposizioni con cataloghi, esenzioni, controlli e regole già presenti nel gestionale.
Analisi regionale
Verificare provvedimenti attuativi, circolari e aggiornamenti emanati dalla propria Regione.
Test operativo
Simulare prescrizione, accettazione, erogazione e rendicontazione delle prestazioni maggiormente interessate dalle modifiche.
L’ultima fase è particolarmente importante.
Un aggiornamento formalmente corretto del catalogo non garantisce infatti che l’intero percorso amministrativo funzioni correttamente dal momento della prenotazione fino alla produzione del flusso di rendicontazione.
Nuovi LEA: il 30 ottobre è una scadenza operativa, non soltanto normativa
Il DPCM 7 agosto 2026 rappresenta un aggiornamento rilevante del sistema dei Livelli Essenziali di Assistenza.
Per cittadini e pazienti significa l’ampliamento e l’aggiornamento di prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale.
Per le strutture sanitarie significa invece dover tradurre le nuove disposizioni in processi concretamente applicabili.
La data del 30 ottobre 2026 deve quindi essere considerata una vera scadenza operativa.
Ambulatori, laboratori e strutture accreditate dovrebbero utilizzare le settimane precedenti per verificare cataloghi, esenzioni, appropriatezza, procedure di accettazione, sistemi informativi e modalità di rendicontazione, monitorando contemporaneamente le eventuali indicazioni emanate dalle Regioni.
Perché il vero rischio non è soltanto avere un codice non aggiornato.
È erogare correttamente una prestazione dal punto di vista clinico, ma gestirla in modo non coerente con le nuove regole amministrative e di appropriatezza, con possibili contestazioni o problemi di remunerazione.

